sabato 27 ottobre 2012

                                         LE VIE DELLA RICERCA

Nella seconda parte del canto la dea parla e Parmenide ascolta. La dea descrive a Parmenide i due sentieri fondamentali che si aprono alla ricerca.
Secondo la dea:
  • il filosofo deve seguire la via maestra del pensiero, quella dell'essere;
  • non è percorribile la via del non-essere, che, in quanto tale, non può venire pensato né detto;
  • bisogna quindi lasciare la via dell'esperienza, che mescola essere e non-essere.

Orbene io ti dirò (e tu ascolta attentamente le mie parole)
quali uniche vie di ricerca si possano pensare:
l'una - che è e che non è possibile
che non sia - è la via della Persuasione
(giacché questa tende alla Verità);
l'altra, che non è e che è necessario che non sia:
e io ti dico che questa è una via preclusa ad ogni ricerca:
né conoscerlo (non è infatti possibile), né esprimerlo.
Considera come anche cose lontane
sono saldamente presenti alla mente;
infatti non potrai scindere l'essere dalla sua connessione
con se stesso, né scomponendolo interamente in ogni sua parte
secondo un certo ordine, né ricomponendolo in se stesso. (...)
È necessario che il dire e il pensare siano essere: infatti l'essere è;
il nulla non è; su questo ti esorto a riflettere.
Perciò da questa prima via di ricerca
ti tengo lontano, ma, poi,  anche da quella
su cui i mortali che nulla sanno vanno errando, gente a due teste;
infatti è l'incertezza  che nei loro patti dirige 
la mente oscillante. Costoro son trascinati 
sordi e ciechi a un tempo, confusi, gente indecisa, 
secondo la quale l'essere e il non essere
è lo stesso e non è lo stesso, e di ogni cosa
v'è un cammino che si può volgere in senso inverso.
Infatti questo non potrà mai imporsi,
che il non essere sia.
Ma tu da questa via di ricerca allontana il pensiero,
né l'abitudine nata dalle numerose e varie esperienze ti spinga
seguendo questa direzione a usare l'occhio che non vede
e una lingua e un udito che rimbombano di suoni illusori, ma giudica
con il pensiero la questione controversa
che io ti ho esposto.

da Parmenide, Poema sulla Natura, in DK 28 B 2, 3, 4, 6, 7, 8

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