La prima storia della filosofia è stata scritta da Aristotele, filosofo del IV secolo a.C., a cui dobbiamo la conoscenza dei caratteri costitutivi che la filosofia avrebbe assunto ad opera dei pensatori ionici. In alcune sue opere (ad esempio Metafisica e De Anima) Aristotele interpreta il pensiero dei primi filosofi dal punto di vista della propria concezione filosofica e dei suoi concetti fondamentali. nella sua interpretazione Aristotele sostiene che:
- per i primi filosofi i princìpi delle cose sono elementi materiali;
- tali princìpi o elementi sono permanenti: da essi tutti gli esseri derivano e in essi si risolvono;
- Talete pone l'acqua come princìpio;
- Talete riteneva che l'acqua avesse natura "divina".
La maggior parte di coloro che per primi filosofarono ritennero che i soli princìpi di tutte le cose fossero quelli di natura materiale; infatti ciò (la materia) da cui tutte le cose hanno l'essere, da cui originariamente derivano e in cui alla fine si esauriscono, questo essi dicono che è l'elemento, questo il princìpio delle cose e perciò ritengono che niente si distrugge, poiché tale sostanza si conserva sempre (...).
Ci deve essere una qualche sostanza, o una o più d'una, da cui derivano tutte le altre, mentre essa rimane immutata. ma riguardo al numero e alla forma di tale principio non dicono tutti lo stesso: Talete, il fondatore di tale filosofia, dice che è l'acqua (e perciò sosteneva che anche la terra galleggia sull'acqua); egli ha tratto forse tale supposizione vedendo che il nutrimento di tutte le cose è umido, che il caldo stesso deriva da questo e di questo vive (e ciò da cui tutte le cose derivano è il loro principio). Di qui, dunque, egli ha ricavato tale supposizione, dal fatto che i semi di tutte le cose hanno natura umida e l'acqua è il principio naturale delle cose umide. Ci sono secondo alcuni secondo i quali anche gli antichissimi, molto anteriori all'attuale generazione e che per primi trattarono degli dèi, ebbero le stesse idee sulla natura: infatti posero Oceano e Teti come autori della generazione (delle cose) (...). Alcuni sostengono che l'anima è mescolata al tutto r di qui forse Talete suppose che tutte le cose sono piene di dèi. (...) E pare che anche Talete a quanto ricordano, abbia ritenuto che l'animasia qualcosa che è in grado di muovere, se ha detto che la pietra è dotata di anima in quanto muove il ferro.da Aristotele, Metafisica, I, 983b (DK 11 A 12); De Anima, 411a (DK 11 A 12)
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