ERACLITO E PARMENIDE
Eraclito e Parmenide sono tradizionalmente presentati come i fondatori e i più eminenti rappresentatori di due opposte concezioni filosofiche, molto importanti per la storia futura del pensiero occidentale. Secondo questa impostazione, alla concezione eraclitea, che definisce la realtà in termini di divenire, si opporrebbe quella parmenidea, che la definisce in termini di essere.
In realtà, il loro stile di pensiero e di ricerca presenta diverse e significative affinità. Entrambi, innanzitutto, assegnano al lògos, alla ragione, la possibilità e il compito di cercare, trovare e dire la verità. Viene così posto un legame molto forte tra il lògos e la realtà: solo il pensiero rivela e fa cogliere la realtà più profonda.
Eraclito e Parmenide condividono, inoltre, una concezione e una pratica elitaria della ricerca della verità, che non ha per loro il carattere "democratico" che aveva per i pensatori ionici. Per entrambi, infatti, solo pochi conoscono e possono seguire la via della verità, che ai più è preclusa perché- come dice Eraclito_ essi credono di essere desti ma dormono. Infine, un ulteriore affinità tra i due filosofi può essere ritrovata nel linguaggio da loro utilizzato, che rimanda ai modi, alle immagini e allo stile propri del linguaggio mistico e oracolare, configurando un modo di esprimersi enigmatico, che solo pochi sono in grado di interpretare.
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