Empedocle ha consegnato le proprie concezioni filosofiche ad un poema intitolato Sulla natura, di cui riporto due brani del libro primo.
Empedocle afferma che immutabili ed eterne sono le quattro radici di tutte le cose ( acqua, aria , fuoco e terra) e le due forze universali dell'Amore e dell'Odio, attraverso cui quei quattro elementi fondamentali vengono ad essere fra loro mescolati o separati. In sé non esiste nascita o morte ma solo mescolanza o separazione di ciò che è mescolato.
Non temere la morteUn'altra cosa ti dirò, che per nessun mortale esiste una generazione
o una morte che lo distrugga, ma solo un mescolarsi e separarsi di
elementi, che gli uomini chiamano nascere. Quando alla luce del cielo
furono mescolati elementi in forma umana, o in specie campestri, in
virgulti o uccelli, questo chiamavano nascere. E quando si distoglievano
da quella mescolanza, questo chiamavano destino crudele (di morte).
Essi così danno i nomi come sancito ed anch'io acconsento
a questa norma. Ma gli uomini temono la morte vendicatrice, stolti,
che non mostrano certo acutezza di ingegno con quei loro affanni,
con quell'attendersi che nasca ciò che prima non esiste, o che possa perire
del tutto, distruggersi ( ciò che esiste).
L'amore cosmico
Ecco infine, in aggiunta a ciò che ho finora detto, se resta qualche
dubbio per l'oscurità delle mie precedenti parole, guarda questa
testimonianza: il sole che è così smagliante alla vista, caldo ovunque,
e i corpi che s'immergono eterei nel suo tepore e nella sua bianca luce;
poi la pioggia oscura e tesa, che ovunque si distende,
ma che genera anch'essa dalla terra virgulti e alberi.
Durante il dominio dell'Odio tutto è contorto e in contrasto,
mentre quando sopravviene l'Amore
gli elementi che costituiscono tutti gli esseri che furono, sono e
saranno si accostano l'uno al'altro desiderandosi, e così si generano
alberi, uomini e donne, fiere ed uccelli, e i pesci che vivono nell'acqua,
i numeri eterni ed eccelsi.
Solo quegli elementi esistono, infatti, diventando corpi di
ogni genere, passando gli uni con gli altri; questo esiste e questo il mescolarsi
trasforma, come avviene con i pittori che dipingono pareti variopinte,
con competenza e intelligenza, prendendo tinture diverse, mescolandosi
armoniosamente in misura maggiore o minore, foggiando con esse
figure che somigliano a tutto, costruendo alberi, uomini e donne,
fiere ed uccelli, e con essi i pesci che vivono in acqua ed i numeri eterni
ed eccelsi.
Non ingannarti, quindi, non pensare che altra sia l'origine dei mortali
che sono a te manifesti e che si riproducono all'infinito.
da Empedocle, Sulla natura, in DK 31 B 8, 9, 10, 11 - DK 31 B 21, 23
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